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Illustrazione

L’occasione favorevole

francesca bellini, 25 Febbraio 2017

Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole.

Gennaio è volato, con tutta la sua turbolenza, spogliando in un attimo i buoni propositi dalle fantasie superflue (seppure dolcissime…) e lasciandoli nella loro nudità concreta.
Io mi sento come un bambino seduto in terra, in mezzo a un soqquadro di cocci e mattoncini di gomma con cui tirare su qualche improbabile costruzione. La sensazione che ho è che in questo momento storico siamo tutti più bambini, più indifesi, più sprovveduti, ma con tante possibilità di (ri)costruire nelle nostre mani.
In barba al Jobs Act, ai miei guai di salute, a un contratto di lavoro stabile (o forse grazie a tutto questo), ho deciso di aprire partita iva, perché avevo sete di strade nuove, come quei campi di neve ancora immacolati, tutti da calpestare. Con le mie orme.
No, questo cambiamento non è mio, individuale: è trasportato da un’onda titanica, potente, che sta passando sopra tutti noi, indipendentemente da noi. E quando passano queste onde, non c’è molto da fare: o si decide di cavalcarle, o ci si lascia travolgere e trasportare in qualche luogo alla deriva, e vedere che cosa succede. Questa volta ho deciso di provare a cavalcarla, anche se il surf non l’ho mai praticato.

Perché?

Beh, in questo marasma che è il tempo contemporaneo, nel mondo della comunicazione visiva mi sembra tutto in grande fermento. La comunicazione ha occupato nuovi territori, più sconfinati del solito. Tutto è possibile, tutto è più che mai in discussione, persino il minimalismo, divinizzato fino a poco tempo fa, sembra non essere più un valore assoluto. (Con questo non voglio dire che siano andati in malora i principi del buon senso, delle gerarchie visive, della leggibilità, e chi più ne ha più ne metta… solo che c’è sempre più spazio di esplorazione).

Le buone pratiche stavano diventando regole e le regole, in ogni ambito, hanno perso la loro credibilità: necessitano di essere rimesse in discussione e, solo eventualmente, ri-confermate.

La cosa che più di ogni altra mi sembra bellissima è che l’illustrazione sta vestendo nuovi panni, la grafica sta tornando ad essere più narrativa, in qualche modo. Le icone meno piatte, le applicazioni dell’illustrazione più numerose.

In mezzo al bombardamento di discariche visive che ci intossicano gli occhi e il cervello, sembra esserci una certa sincera e semi-collettiva necessità e attrazione verso la bellezza.
La quantità di stili, di strumenti, di tecniche, di applicazioni… può sembrare semplicemente il frutto della disgregazione sociale, di una perdita di personalità culturale, di un’esasperazione generalizzata. E probabilmente lo è.
Un bombardamento che ti stordisce, ti ingozza, ti svuota.
Eppure è anche un enorme laboratorio di ricerca, in cui nulla è dato per scontato, un insieme caotico che assomiglia all’attimo prima dell’insight, della soluzione creativa inaspettata, del riordino, del cambiamento.

Albert Enstein ha suggerito tre regole di lavoro:

  1. Esci dalla confusione, trova semplicità.
  2. Dalla discordia, trova armonia.
  3. Nel pieno delle difficoltà, risiede l‘occasione favorevole.

Tre consigli preziosi.

Penso che l’onda di cambiamento che sta passando sia l’espressione di una ciclicità storica, ma anche il risultato di una massa di coscienze  stanca di soccombere al caos, che ha bisogno di semplicità, di sincerità e che, camminando sui cocci del mondo, cercando di non morire dissanguata, prova a ricomporre i pezzi, magari in una forma nuova.
Credo che per quanto complesso, faticoso, persino doloroso, sia questo periodo, è proprio qui che risiede l’occasione favorevole.

Un’occasione che chiede disperatamente di essere trovata e raccolta a piene mani, con il nostro impegno, la nostra responsabilità e la nostra partecipazione.
Ci auguro che ognuno, in qualsiasi ambito, possa trovare la propria occasione, e metterla a disposizione di tutti.